INFO e Collaborazioni

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Radio Big World is a no-profit cultural association active in the field of Social Communication. After many experiments leading the Organization and its Members to get experienced in various ways to convey information to different audiences, plus the pandemic, RBW has now become a Social Production Company producing, by cooperative team-working methods, subjects and scripts for novels, movies, radiodramas and mostly Graphic Novels.

Di storie vere, e di storie che raccontano la verità, alla stragrande maggioranza della gente non frega un accidente. Anzi, spesso chi ascolta si rivolta contro chi le racconta. Invece, quello di cui il pubblico non si stanca mai sono le storie di fantasia cioè la fiction. Ma la finzione, per essere appetibile e intrigante, diciamo pure di successo, deve mantenersi originale, genuina e innovativa cercando di non cadere nei clichè e nei remake, ossia nel già visto e rivisto. O, peggio, nello scopiazzato, imitato, scimmiottato. Altrimenti c’è il baratro mediatico. Di più: c’è il meme.

Radio Big World APS, in anni di attività, è soprattutto diventata, e oggi è a pieno titolo, una “Casa di Produzione” di soggetti e sceneggiature per romanzi, graphic novels, radiodrammi, e, in senso più lato, TV e Cinema. Per definizione legislativa (APS) la nostra “Radio” è un’ente no profit che non persegue lucro o profitto ma che opera ad uso e consumo del suo intorno e si sostiene mettendo a servizio del benessere della collettività il proprio capitale sociale. Questo “capitale”, nel caso di RBW, è lo sforzo congiunto dei soci e la loro prolungata collaborazione nello sfornare nuove storie a ruota continua. Storie sceneggiate che poi trovano la loro realizzazione sotto differenti forme espressive.

Un’ente di terzo settore, da teoria economica e giuridica, è un’organizzazione che individua una serie di criticità all’interno di un determinato ambito operativo e si adopera per sciogliere questi nodi del tessuto sociale che da essere un buco nero di risorse vengono col tempo riconvertiti in irradiatori di opportunità.

I nostri soci sono persone normalissime accomunate dal fatto che hanno grandi storie da raccontare o che ne sanno inventare di grandi. Spesso. Spesso continuamente. Dal bugiardo del paese allo spaccone da bar, dal televenditore locale al master di giochi di ruolo da garage, dal pensionato con l’iperbole facile alla nonna che rivanga ricordi ormai lontani e un po’ sbiaditi. E pertanto li colora. E poi gli scrittori per hobby, gli attori a tempo perso, i bibliofili, i prof e i maestri fissati con youtube, i musici dell’orchestrina di piazza, i mistici della briscola al Caffè del centro nei pomeriggi d’estate.

A questi vulcani di storie e storielle invece di far loro depauperare idee e spunti creativi che altrimenti rimarrebbero confinati a una sfera privata e piuttosto che fargli disperdere il potenziale narrativo dei loro coupe-de-theatre in baruffe di carattere individuale e localistico, viene offerta la possibilità di essere cooptati nell’attività associativa e così, sotto un’attenta supervisione e in base a precisi protocolli operazionali, le loro singolari trovate finiscono per essere trasformate in un tutto organico che prende la forma di soggetti e sceneggiature di nuova generazione.

Il pubblico fruisce poi liberamente e, spesso, gratuitamente dei frutti narrativi ed espressivi di questo manicomio creativo.

Per chi si riconosce in questi, o assimilabili, profili siamo aperti alle candidature. Tanto non importa dove si è fisicamente. Lavoriamo sia in presenza che in remoto. Ma, per accedere alla stanza delle idee, la selezione è dura e i giurati pignoli. Perchè tra i cantastorie scegliamo solo i più spiccatamente folli. Folli fino alla santità, s’intende.

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